Il Gestore della Comunità Energetica: cosa fa e perché è importante
Il Gestore di una Comunità Energetica Rinnovabile non si occupa soltanto di registri, pratiche e adempimenti. Il suo compito è molto più ampio e riguarda tre dimensioni fondamentali:   Progettazione e avvio della comunità: supporta l’analisi preliminare, la verifica dei requisiti tecnici, la definizione del perimetro e l’impostazione del modello operativo. È la figura che aiuta a trasformare un’idea in un progetto concreto e realizzabile; Gestione quotidiana e coordinamento dei membri: dalla ripartizione dei benefici alla gestione dei flussi informativi, fino al monitoraggio delle produzioni e dei consumi: il gestore garantisce trasparenza, continuità e compliance nelle operazioni quotidiane della CER; Sviluppo e crescita della comunità: una CER non è un’infrastruttura statica, ma un organismo in evoluzione. Il gestore ha il compito di favorire l’ingresso di nuovi membri, ottimizzare i modelli energetici interni, accompagnare il territorio e facilitare nuove forme di partecipazione. Per questo motivo, oggi più che mai, il Gestore della CER è una figura multidisciplinare, strategica e centrale nella transizione energetica.   Dalle prime esperienze alle fasi successive  Nella fase iniziale di costituzione, molte Comunità Energetiche sono nate come progetti pilota, spinte dall’urgenza normativa e dall’entusiasmo dei primi promotori. Con il passare del tempo e l’aumento del numero di CER costituite, è però emersa con chiarezza una nuova esigenza: passare dalla fase sperimentale a una gestione strutturata e continuativa, capace non solo di garantire efficienza operativa, continuità e trasparenza nel tempo, ma soprattutto di permettere alla struttura e al progetto di crescere e fidelizzare i propri aderenti.   È proprio in questo contesto di maturazione della CER che si rende necessaria una figura dedicata alla gestione della Comunità Energetica, in grado di:   coordinare competenze, strumenti e processi lungo tutto il ciclo di vita della CER; integrare competenze tecniche, normative ed economiche; dialogare con installatori, enti pubblici, cittadini e aziende; utilizzare strumenti digitali per rendere la comunità efficiente, trasparente e sostenibile.   Il contributo di B‑CER in questo scenario  B‑CER, azienda del Gruppo Regalgrid, è specializzata proprio in questo: supportare ogni fase di sviluppo di una Comunità Energetica, dallo studio di fattibilità alla costituzione, dalla gestione operativa alla crescita del numero di membri. Un approccio e una visione a lungo termine per lo sviluppo della CER che si basa su supporto amministrativo e tecnico, strumenti digitali dedicati, accompagnamento continuo dei membri in tutte le fasi di adesione.   Digitalizzare la Comunità Energetica: quale piattaforma scegliere? Con la crescita e la progressiva maturazione delle Comunità Energetiche, la gestione non può più basarsi su strumenti frammentati o su processi manuali. La fase di sviluppo di una CER richiede soluzioni digitali affidabili, capaci di governare la complessità operativa, garantire trasparenza verso i membri e supportare il gestore nelle attività quotidiane. In questo scenario, le piattaforme digitali diventano un elemento abilitante: non solo strumenti tecnici, ma vere e proprie infrastrutture di governance della Comunità Energetica.   Il ruolo delle piattaforme digitali e del Modulo CACER della Piattaforma Regalgrid La Piattaforma Regalgrid®, attraverso il suo Modulo CACER, è progettata per accompagnare la Comunità Energetica lungo tutte le fasi del suo ciclo di vita, dalla progettazione iniziale fino alla gestione a regime. Il Modulo CACER consente al gestore di operare su più schemi di autoconsumo diffuso, centralizzando in un unico ambiente digitale dati, processi e monitoraggi.   Le funzionalità del Modulo, customizzabile secondo le esigenze del Gestore, includono:   la gestione delle anagrafiche di comunità, membri, impianti e unità immobiliari; il tracciamento delle richieste di adesione e delle pratiche GSE; il monitoraggio delle performance energetiche ed economiche della CER tramite dashboard dedicate; la supervisione delle fasi di avvio, inclusa la simulazione degli schemi di autoconsumo e la verifica preventiva dell’equilibrio tra produzione e consumo.   Una piattaforma che accompagna la crescita della Comunità Energetica: il caso pratico di CERCheck Digitalizzare una CER non significa solo adottare un software, ma dotarsi di una struttura organizzativa digitale in grado di sostenere la comunità nel tempo. Soluzioni come CERCheck, versione white label della Piattaforma Regalgrid® utilizzata da B-Cer, permettono di passare da una gestione iniziale e sperimentale a un modello stabile, scalabile e trasparente, coerente con l’evoluzione normativa e con l’aumento del numero di membri e impianti. In questo senso, la piattaforma digitale diventa uno strumento strategico per garantire continuità operativa, supportare il ruolo del Gestore della Comunità Energetica e favorire lo sviluppo sostenibile della CER nel medio-lungo periodo.   CERCheck si configura come un unico strumento digitale che consente di:   gestire l’anagrafica dei membri e supervisionare l’ingresso di nuovi aderenti; organizzare, raccogliere e mantenere aggiornata la documentazione della CER; controllare lo stato degli impianti e dei dispositivi di monitoraggio; verificare la corretta appartenenza degli utenti alla stessa cabina primaria; monitorare in tempo reale le prestazioni energetiche ed economiche della Comunità.   Questa integrazione tra piattaforma tecnologica e soluzione di servizio consente di semplificare attività complesse, ridurre il rischio operativo e offrire una visione chiara e condivisa dell’andamento della CER.
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Scatta l’obbligo del CCI: nuove regole per gli impianti rinnovabili
Cos’è il CCI? Il CCI è un dispositivo di controllo e comunicazione che gestisce lo scambio dati con il gestore di rete (DSO o Terna) e l’impianto stesso, permettendo di monitorare, regolare e, se necessario, limitare la potenza immessa in rete in tempo reale, garantendo così la stabilità e la sicurezza del sistema elettrico nazionale. Il Controllore Centrale d’Impianto (CCI) è un gateway intelligente che svolge funzioni di monitoraggio (PF1) e comando (PF2) dell’impianto di produzione.   Le informazioni raccolte e gestite dal CCI soddisfano i requisiti in materia di osservabilità e regolazione stabiliti dalle normative vigenti: PF1 – Monitoraggio: acquisizione dei principali dati elettrici (potenza attiva P, potenza reattiva Q, tensione V e corrente I) sul Punto di Consegna (PdC) e sulle singole fonti di generazione, oltre allo stato degli interruttori di generatore (DG) e di interfaccia (DI) PF2 – Comando: invio di comandi di limitazione della potenza attiva (e, se richiesto, della potenza reattiva) al Punto di Consegna, su richiesta esterna del gestore di rete   I dati e i comandi gestiti dal CCI vengono condivisi dal produttore con il DSO, che si interfaccia con Terna per la gestione coordinata della rete elettrica nazionale.   Adeguamento impianti La Delibera ARERA 385/2025 stabilisce le tempistiche entro cui gli impianti siano adeguati rispetto alla nuova normativa in materia di CCI. Le tempistiche per l’adeguamento degli impianti sono di seguito elencate: Nuovi impianti ≥ 100 kW → obbligo immediato all’entrata in esercizio Esistenti ≥ 1 MW → adeguamento entro il 28 febbraio 2026 Esistenti ≥ 500 kW e <1 MW → entro il 28 febbraio 2027 Esistenti ≥ 100 kW e < 500 kW → entro il 31 marzo 2027   Cosa succede se non rispetto la normativa? Non adeguarsi comporta conseguenze e sanzioni: Sospensione o risoluzione degli incentivi GSE per gli impianti già incentivati; Impossibilità di connessione per i nuovi impianti non conformi; Sanzioni amministrative previste dall’Autorità di Regolazione (ARERA); Limitazioni operative o distacco dalla rete, con conseguente perdita di produzione e ricavi.   Contributo forfettario Il contributo forfettario è un sostegno economico a fondo perduto riconosciuto ai produttori di energia per coprire parte dei costi sostenuti per adeguare gli impianti alle nuove normative.   Solo nel caso di adeguamento degli “impianti di produzione esistenti”, è stato definito un contributo forfetario, avente valore decrescente in funzione delle tempistiche di adeguamento (in particolare, in funzione della data di invio, da parte del produttore all’impresa distributrice, della comunicazione di avvenuto adeguamento), da riconoscere ai produttori che effettuano tali interventi entro i termini di seguito indicati. Potranno avere accesso al contributo tutti gli impianti esistenti, ovvero che hanno presentato domanda di connessione antecedentemente l’entrata in vigore della delibera 385/2025 del 5 agosto.   Potenza d’impianto P ≥ 1 MW 500 kW ≤ P < 1 MW 100 kW ≤ P < 500 kW Contributo base Assente 10 000 € 7 500 € 100% del contributo base – Entro il 2026-02-28 Entro il 2026-03-31 75% del contributo base – Dal 2026-03-01 al 2026-06-30 Dal 2026-04-01 al 2026-07-31 50% del contributo base – Dal 2026-07-01 al 2026-10-31 Dal 2026-08-01 al 2026-11-30 25% del contributo base – Dal 2026-11-01 al 2027-02-28 Dal 2026-12-01 al 2027-03-31   Come possiamo supportarvi? In questo nuovo contesto normativo, Regalgrid Europe ha realizzato SNOCU CCI una soluzione integrata e chiavi in mano per l’adeguamento degli impianti secondo quanto previsto dalla Delibera ARERA 385/2025.   Lo SNOCU CCI è un Controllore Centrale di Impianto (CCI) che integra le funzionalità richieste per accedere ai servizi offerti dalla Piattaforma Regalgrid in particolare: La gestione tecnica degli impianti di generazione FER per la verifica di funzionamento e produzione; La gestione amministrativa degli impianti di generazione FER per le pratiche verso l’Agenzia delle Dogane; La gestione tecnica e amministrativa degli impianti di generazione FER all’interno di schemi CACER; La tokenizzazione dell’impianto di generazione FER per vendita di quote potenza a consumatori terzi.   Lo SNOCU CCI, differentemente da altri prodotti sul mercato, non solo risponde agli obblighi normativi della CEI 0-16 (Allegato O, T ed M) e Delibera ARERA 385/2025 ma, senza ulteriori componenti impiantistici, abilita un insieme di servizi evoluti del Gruppo Regalgrid che consentono di incrementare i benefici dati dall’investimento infrastrutturale obbligatorio. Lo SNOCU CCI è progettato sia per impianti di nuova realizzazione sia per impianti esistenti che necessitano di adeguamento normativo, permettendo a questi ultimi di accedere anche a servizi aggiuntivi precedentemente non disponibili.   In conclusione, quindi, la proposta di Regalgrid per affrontare l’adeguamento normativo sul CCI prevederà: La fornitura del Controllore Centrale d’Impianto (CCI) conforme alla Norma CEI 0-16; L’installazione e messa in servizio certificata; L’assistenza nella comunicazione di avvenuto adeguamento all’impresa distributrice; Il supporto tecnico e documentale per l’ottenimento del contributo forfetario; La fornitura riduttori di misura amperometrica, TA apribili 300/5A in classe di precisione 0,5.
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Bollette luce: Guida pratica per capire e ridurre i costi
Come si compone la bolletta? In questo ultimo anno, la bolletta ha subito una piccola “rivoluzione grafica”, diventando una Bolletta 3.0. Infatti, a partire dal 1° luglio 2025, il suo contenuto è stato riorganizzato in tre sezioni principali, per aiutare i consumatori a capirne meglio la composizione e agevolarne la lettura.   A seguito della consueta intestazione e al box informativo iniziale e dei dati identificativi del POD di fornitura, inizia la nuova suddivisione. È da evidenziare che il box informativo iniziale riporta i dati di fatturazione e le modalità di pagamento, nonché il periodo oggetto di fatturazione, con informazioni di massima sui contatti del fornitore e le condizioni economiche applicate. Segue poi il box relativo ai dati di fornitura, che soprattutto in caso di cambio operatore consigliamo di verificare in quanto deve riportare i dati del punto di fornitura (attenzione soprattutto qualora la bolletta faccia riferimento ad una seconda casa o ad un immobile diverso da quello dove si è residenti). I dati di residenza, infatti, solitamente vengono riportati in intestazione, mentre nel box relativo ai dati di fornitura verrà riportato l’indirizzo del luogo oggetto della fornitura elettrica (es. dove si è domiciliati).   Scontrino dell’energia La prima nuova sezione della Bolletta 3.0, denominata Scontrino dell’energia, è, di fatto, la sintesi della tua spesa energetica “esplosa” per voci di costo. Troverai l’importo totale da pagare e i kWh consumati, entrambi distinti per quota consumi, quota fissa e quota potenza. Prima dell’aggiornamento, in questa sezione, a seconda del fornitore scelto, era riportato spesso un grafico che permetteva di confrontare i propri consumi con quelli dei mesi precedenti, per avere un’idea dell’andamento del proprio profilo di consumo.   Cos’è la quota consumi? La quota consumi, nota come quota energia, è la parte della bolletta dove sono riportate le voci variabili di costo dell’energia elettrica, ovvero quelle voci che incidono su quanta energia hai usato effettivamente, al momento della fatturazione. La quota consumi è, quindi, la voce che incide di più sul totale della bolletta e nella Bolletta 3.0 è rappresentata come un’unica voce per agevolare la lettura e comprensione della bolletta da parte dell’utente consumatori.   Infatti, le voci che in realtà compongono il costo rappresentato dalla quota consumi sono: Prezzo dell’Energia (PE): è il costo per ogni kWh di energia elettrica consumata; Oneri di Dispacciamento: è il costo aggiuntivo stabilito dall’UDD (Utente del Dispacciamento) per garantire che l’energia sia sempre disponibile e distribuita in modo stabile a tutti gli utenti collegati alla rete elettrica; Perdite di rete: è la maggiorazione prevista sul prezzo dell’energia, equivalente circa ad un 10%, per compensare le perdite di energia sulla rete durante il trasporto della stessa verso le utenze richiedenti.   Perché è importante la quota consumi? Perché è la voce che incide di più sul totale della bolletta. Per fare un paragone: più consumi, più alta sarà la quota consumi. Per questo, per migliorare il proprio profilo di consumo è utile: Monitorare i propri consumi mensili e annuali, perché possono variare a seconda della stagione e degli asset in utilizzo (per es. aria condizionata d’estate); Scegliere offerte con tariffe vantaggiose ed effettuare simulazioni gratuite con diversi operatori per trovare l’offerta migliore e più idonea per il proprio profilo (per es. se sei a casa solo la domenica, valuta un’offerta vantaggiosa in fascia F3); Adottare comportamenti di risparmio energetico (per es. se hai una tariffa vantaggiosa in fascia F1, accendi la lavatrice di giorno).   Box dell’offerta La seconda sezione della Bolletta 3.0 è il Box dell’offerta, che rappresenta la spesa che hai sostenuto per il periodo indicato in bolletta (solitamente è mensile o bimensile). Trattandosi del dettaglio delle principali voci di costo, ovvero il dettaglio dei costi previsti dall’offerta sottoscritta con il tuo attuale fornitore di energia, rappresenta il cuore della bolletta. Nel box vengono riportati il nome e la tipologia dell’offerta, la data di scadenza del contratto, la sintesi dei costi sostenuti nel periodo fatturato, i valori assunti da ciascun elemento della formula prezzo (che ritrovi nelle CTE, documento sottoscritto insieme al contratto di inizio fornitura), la tipologia di prezzo e la data di scadenza delle CTE.   Cosa sono le CTE? Le CTE, acronimo di Condizioni Tecnico Economiche, sono un documento che accompagna sempre un’offerta di energia elettrica. Come il nome stesso anticipa, le CTE contengono tutte le informazioni tecniche ed economiche che regolano la fornitura, per aiutarti a capire cosa effettivamente pagherai in bolletta, prima di decidere se passare o meno al fornitore o all’offerta a cui riferiscono.   Esistono diversi tipi di CTE, e, di conseguenza, diversi tipi di offerta: Le offerte a prezzo fisso, il cui valore non varia per tutta la durata dell’offerta; Le offerte a prezzo variabile, il cui prezzo è indicizzato, cioè dipende da indici di mercato, ad esempio il PUN (acronimo per Prezzo Unico Nazionale), che possono essere variabili; Le offerte monorarie o biorarie, il cui prezzo è uguale durante tutto l’arco della giornata oppure può variare per fasce orarie (F1, F2, F3).   Elementi informativi essenziali Infine, la terza sezione della Bolletta 3.0 è dedicata agli Elementi informativi essenziali, come le informazioni tecniche della fornitura, la lettura dei consumi, le informazioni storiche, come ad esempio il codice POD (che identifica il tuo punto di prelievo, ovvero il tuo punto di fornitura), la potenza impegnata, il tipo di contratto che hai sottoscritto e il nome del tuo fornitore.   Quali voci fanno salire davvero la spesa energetica? Le voci della bolletta che incidono maggiormente sui costi sono la tariffa dell’offerta scelta applicata ai tuoi consumi e gli oneri di commercializzazione che sono a discrezione di ogni fornitore.   All’interno della bolletta, infatti, ci sono due spese, ripartite tra quota consumi e quota fissa e quota potenza, che pesano maggiormente, ovvero quelle relative al costo della materia energia e agli oneri di sistema, che non possono essere eliminati poiché stabiliti per legge ma che possono comunque incidere in maniera significativa sul totale.
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Blockchain ed energia rinnovabile: una certificazione trasparente e sicura
Tracciare e certificare l’energia rinnovabile: il ruolo della blockchain La blockchain consente di registrare tutte le informazioni legate all’energia in modo sicuro e distribuito, rendendo impossibili modifiche o manipolazioni. Questo si traduce in una maggiore trasparenza per chi utilizza energia rinnovabile: puoi conoscere con precisione da dove proviene, ogni passaggio viene certificato automaticamente e l’intero processo risulta più snello, con meno costi e meno burocrazia. In questo modo cresce anche la fiducia nei sistemi di condivisione dell’energia, come le comunità energetiche, che possono garantire ai loro membri dati chiari, verificabili e immediatamente consultabili. In sostanza, ogni kWh viene certificato come realmente rinnovabile, con la garanzia che nessuno possa alterare i dati.   La Piattaforma Regalgrid®: tecnologia che abilita la digitalizzazione dell’energia A supporto di questo ecosistema digitale c’è Regalgrid®, la tecnologia brevettata che costituisce la base dell’omonima Piattaforma di servizi energetici digitali. La piattaforma permette a privati, aziende, attività commerciali ed enti pubblici di gestire la propria energia in modo intelligente, tracciabile e condivisibile all’interno di aggregati di utenti. Tra i moduli che compongono la piattaforma, il Modulo ESG svolge un ruolo centrale nel processo di digitalizzazione dell’energia rinnovabile. Questo modulo consente la gestione dei crediti energetici e il calcolo delle quote potenza di impianti fotovoltaici digitalizzati, rendendo possibile una valorizzazione strutturata e certificata dell’energia prodotta.   L’esperienza di Cogenera Italia: energia certificata e digitalizzata Un esempio concreto di questo approccio è Cogenera Italia, che ha scelto di usare tecnologie avanzate, per offrire ai propri clienti energia davvero 100% rinnovabile e certificata. Cogenera, infatti, grazie alla Tecnologia Regalgrid®: monitora e certifica in modo trasparente quanta energia viene prodotta dagli impianti fotovoltaici traccia i flussi energetici e i benefici condivisi tra gli utenti garantisce che l’energia utilizzata provenga davvero da fonti rinnovabili sostiene comunità energetiche sulla base di dati chiari e verificabili In pratica, unisce digitalizzazione e certificazione per creare un sistema energetico più equo, efficiente e sostenibile, in cui ogni persona può sapere con certezza da dove arriva l’energia che utilizza.
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Fotovoltaico industriale e residenziale: meglio scegliere il 40% PNRR o la detrazione fiscale? I numeri a confronto.
Possiamo distinguere due macrocategorie: Se sei un privato, contribuente soggetto a IRPEF, puoi scegliere tra il fondo perduto del 40% in 90 giorni o la detrazione fiscale del 50% in 10 anni;   Se sei un’azienda o un agricoltore, il PNRR 40% è un’opportunità da non perdere, soprattutto per impianti di taglia medio-grande.   CASO 1   Casistica: impianto fotovoltaico industriale da 200 kWp, con 2 inverter da 100 kW, realizzato con PNRR 40%.   Con questa taglia di impianto fotovoltaico, il massimale previsto dalla normativa per il calcolo del contributo a fondo perduto del 40% è pari a 1.200 €/kW. Tale importo si applica sulla potenza inferiore tra la potenza dell’inverter e la potenza nominale dell’impianto.   In questo caso il totale dell’investimento, considerato il massimale previsto, equivale a 240.000 € (1.200 € * 200 kW).   Da questa cifra si recupererà il 40%, ovvero 96.000 €, e con il nuovo decreto in arrivo sarà possibile richiedere un anticipo fino al 30% del contributo totale, equivalente a 28.800 €.   Quindi, il cliente potrà beneficiare dei seguenti ritorni economici positivi: Risparmio in bolletta, grazie al consumo dell’energia prodotta dall’impianto (cosiddetto autoconsumo fisico individuale); Vendita dell’energia prodotta in eccesso dall’impianto al gestore della rete, tramite la sottoscrizione di un contratto di RID (Ritiro Dedicato) oppure ad una società di energia (es. Cogenera); Incentivo per la partecipazione alla Comunità Energetica; Contributo a fondo perduto previsto dal PNRR, pari al 40% delle spese ammissibili, generalmente erogato dopo l’approvazione della richiesta; tuttavia, con il nuovo decreto in fase di adozione, è prevista la possibilità di ottenere un anticipo fino al 30%, mentre in assenza di tale anticipo, le spese devono essere inizialmente sostenute interamente dal soggetto beneficiario.   CASO 2   Casistica: impianto fotovoltaico residenziale da 6,30 kWp, con 1 inverter da 6 kW e 1 batteria di accumulo da 10 kWh, realizzato con PNRR 40%.   Con questa taglia di impianto fotovoltaico, invece, il massimale previsto è di 1.500 €/kW. Come per il CASO 1, anche tale importo si applica sulla potenza inferiore tra la potenza dell’inverter e la potenza nominale dell’impianto.   In questo caso il totale dell’investimento, considerato il massimale previsto, equivale a 9.000 € (1.500 € * 6 kW).   Da questa cifra si recupererà il 40%, ovvero 3.600 €, e con il nuovo decreto in arrivo sarà possibile richiedere un anticipo fino al 30% del contributo totale, equivalente a 1.080 €.   Il cliente, usufruendo del 40% a fondo perduto, non potrà cumulare questo incentivo con la detrazione fiscale al 50%, di conseguenza, potrà contare sugli stessi ritorni economici del CASO 1.   CASO 3   Casistica: impianto fotovoltaico residenziale da 6,30 kWp, con 1 inverter da 6 kW e 1 batteria di accumulo da 10 kWh, realizzato con detrazione fiscale 50%.   In alternativa, qualora non desiderasse procedere con il PNRR 40%, il cliente residenziale di cui al CASO 2 potrà usufruire dell’altro sistema attualmente disponibile in Italia per questa tipologia di intervento: la detrazione fiscale del 50%.   Effettuando i pagamenti tramite bonifico parlante, il cliente potrà portare in detrazione il 50% del costo dell’intervento, suddividendolo in 10 rate annuali di pari importo nella propria dichiarazione dei redditi.   Non trovandosi più in un contesto con massimali prefissati, e ipotizzando quindi che un impianto da 6 kWp con batteria di accumulo da 10 kWh venga venduto ad un prezzo pari a 14.000 €, qualora il cliente richieda di usufruire della detrazione 50% riceverà in dichiarazione dei redditi 700 € ogni anno per 10 anni, arrivando a recuperare 7.000 € al termine dei 10 anni previsti in detrazione.   A differenza del PNRR 40%, il cliente residenziale che usufruisce della detrazione fiscale del 50% mantiene alcuni ritorni economici positivi comuni a chiunque installi un impianto fotovoltaico, e ne aggiunge di nuovi: Risparmio in bolletta, grazie al consumo dell’energia prodotta dall’impianto (cosiddetto autoconsumo fisico individuale); Vendita dell’energia prodotta in eccesso dall’impianto al gestore della rete, tramite la sottoscrizione di un contratto di RID (Ritiro Dedicato) oppure ad una società di energia (es. Cogenera); Incentivo per la partecipazione alla Comunità Energetica; Detrazione fiscale del 50%, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo, previa effettuazione dei pagamenti tramite bonifico parlante.   Che cos’è la detrazione fiscale?   La detrazione fiscale è lo strumento che consente al contribuente di ridurre direttamente l’imposta lorda da versare, sottraendo una parte delle spese sostenute per specifici interventi o acquisti.   Qual è la differenza tra la detrazione e la deduzione fiscale?   Si tratta di uno strumento simile alla deduzione fiscale, con la differenza che la detrazione incide sull’imposta da pagare, mentre la deduzione agisce sul reddito imponibile, riducendolo prima del calcolo dell’imposta stessa.   Chi può usufruire di una detrazione fiscale?   Per usufruire della detrazione è necessario: Essere un contribuente soggetto a IRPEF; Effettuare i pagamenti con strumenti tracciabili (es. bonifico parlante); Indicare correttamente la spesa nella dichiarazione dei redditi.   Chi è titolare di Partita IVA in regime forfettario non può usufruire delle detrazioni fiscali, poiché non è soggetto a IRPEF, ma a un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali.   In sintesi, le spese detraibili non trovano applicazione nel regime forfettario, proprio perché questo regime prevede una tassazione semplificata e forfettaria sul reddito, senza possibilità di portare in detrazione o deduzione le spese sostenute.   Che documenti dell’impianto fotovoltaico devo presentare per richiedere la detrazione fiscale al 50%?   Bonifico/i parlante/i, a seconda che i pagamenti siano stati fatti in un’unica soluzione o più; Pratica ENEA, da redigere entro 90 gg dalla fine lavori. Alla fine della pratica verrà rilasciato un “attestato” ENEA e una mail di conferma, da preservare entrambi per presentarli alla prima dichiarazione dei redditi utile.
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Il Gestore della Comunità Energetica: cosa fa e perché è importante
Il Gestore di una Comunità Energetica Rinnovabile non si occupa soltanto di registri, pratiche e adempimenti. Il suo compito è molto più ampio e riguarda tre dimensioni fondamentali:   Progettazione e avvio della comunità: supporta l’analisi preliminare, la verifica dei requisiti tecnici, la definizione del perimetro e l’impostazione del modello operativo. È la figura che aiuta a trasformare un’idea in un progetto concreto e realizzabile; Gestione quotidiana e coordinamento dei membri: dalla ripartizione dei benefici alla gestione dei flussi informativi, fino al monitoraggio delle produzioni e dei consumi: il gestore garantisce trasparenza, continuità e compliance nelle operazioni quotidiane della CER; Sviluppo e crescita della comunità: una CER non è un’infrastruttura statica, ma un organismo in evoluzione. Il gestore ha il compito di favorire l’ingresso di nuovi membri, ottimizzare i modelli energetici interni, accompagnare il territorio e facilitare nuove forme di partecipazione. Per questo motivo, oggi più che mai, il Gestore della CER è una figura multidisciplinare, strategica e centrale nella transizione energetica.   Dalle prime esperienze alle fasi successive  Nella fase iniziale di costituzione, molte Comunità Energetiche sono nate come progetti pilota, spinte dall’urgenza normativa e dall’entusiasmo dei primi promotori. Con il passare del tempo e l’aumento del numero di CER costituite, è però emersa con chiarezza una nuova esigenza: passare dalla fase sperimentale a una gestione strutturata e continuativa, capace non solo di garantire efficienza operativa, continuità e trasparenza nel tempo, ma soprattutto di permettere alla struttura e al progetto di crescere e fidelizzare i propri aderenti.   È proprio in questo contesto di maturazione della CER che si rende necessaria una figura dedicata alla gestione della Comunità Energetica, in grado di:   coordinare competenze, strumenti e processi lungo tutto il ciclo di vita della CER; integrare competenze tecniche, normative ed economiche; dialogare con installatori, enti pubblici, cittadini e aziende; utilizzare strumenti digitali per rendere la comunità efficiente, trasparente e sostenibile.   Il contributo di B‑CER in questo scenario  B‑CER, azienda del Gruppo Regalgrid, è specializzata proprio in questo: supportare ogni fase di sviluppo di una Comunità Energetica, dallo studio di fattibilità alla costituzione, dalla gestione operativa alla crescita del numero di membri. Un approccio e una visione a lungo termine per lo sviluppo della CER che si basa su supporto amministrativo e tecnico, strumenti digitali dedicati, accompagnamento continuo dei membri in tutte le fasi di adesione.   Digitalizzare la Comunità Energetica: quale piattaforma scegliere? Con la crescita e la progressiva maturazione delle Comunità Energetiche, la gestione non può più basarsi su strumenti frammentati o su processi manuali. La fase di sviluppo di una CER richiede soluzioni digitali affidabili, capaci di governare la complessità operativa, garantire trasparenza verso i membri e supportare il gestore nelle attività quotidiane. In questo scenario, le piattaforme digitali diventano un elemento abilitante: non solo strumenti tecnici, ma vere e proprie infrastrutture di governance della Comunità Energetica.   Il ruolo delle piattaforme digitali e del Modulo CACER della Piattaforma Regalgrid La Piattaforma Regalgrid®, attraverso il suo Modulo CACER, è progettata per accompagnare la Comunità Energetica lungo tutte le fasi del suo ciclo di vita, dalla progettazione iniziale fino alla gestione a regime. Il Modulo CACER consente al gestore di operare su più schemi di autoconsumo diffuso, centralizzando in un unico ambiente digitale dati, processi e monitoraggi.   Le funzionalità del Modulo, customizzabile secondo le esigenze del Gestore, includono:   la gestione delle anagrafiche di comunità, membri, impianti e unità immobiliari; il tracciamento delle richieste di adesione e delle pratiche GSE; il monitoraggio delle performance energetiche ed economiche della CER tramite dashboard dedicate; la supervisione delle fasi di avvio, inclusa la simulazione degli schemi di autoconsumo e la verifica preventiva dell’equilibrio tra produzione e consumo.   Una piattaforma che accompagna la crescita della Comunità Energetica: il caso pratico di CERCheck Digitalizzare una CER non significa solo adottare un software, ma dotarsi di una struttura organizzativa digitale in grado di sostenere la comunità nel tempo. Soluzioni come CERCheck, versione white label della Piattaforma Regalgrid® utilizzata da B-Cer, permettono di passare da una gestione iniziale e sperimentale a un modello stabile, scalabile e trasparente, coerente con l’evoluzione normativa e con l’aumento del numero di membri e impianti. In questo senso, la piattaforma digitale diventa uno strumento strategico per garantire continuità operativa, supportare il ruolo del Gestore della Comunità Energetica e favorire lo sviluppo sostenibile della CER nel medio-lungo periodo.   CERCheck si configura come un unico strumento digitale che consente di:   gestire l’anagrafica dei membri e supervisionare l’ingresso di nuovi aderenti; organizzare, raccogliere e mantenere aggiornata la documentazione della CER; controllare lo stato degli impianti e dei dispositivi di monitoraggio; verificare la corretta appartenenza degli utenti alla stessa cabina primaria; monitorare in tempo reale le prestazioni energetiche ed economiche della Comunità.   Questa integrazione tra piattaforma tecnologica e soluzione di servizio consente di semplificare attività complesse, ridurre il rischio operativo e offrire una visione chiara e condivisa dell’andamento della CER.
Mini step-by-step guide to make a light connection for your home
Either way, this is a very simple operation, as long as you know: To whom to apply The data you will have to provide The necessary documents The timing and costs   Who to ask for the light connection? The electricity connection must be requested to the provider you decide to rely on for your electricity offer. You can do it in the following ways: By contacting customer service at the toll-free number provided by the supplier By physically going to one of its stores and interacting with an employee – Normally, you can find the list of all the physical stores in the various official websites of the supply company Connecting to the official website of the company – Here you can download the appropriate form, fill in all its fields and send it to the company by mail, PEC or fax.   Data required for light connection The data you will need to provide during the application process are: Your personal information, such as your first and last name, social security number, phone number and email address The identification data of your company if you are requesting the connection for a business offer Cadastral information on the property The contract that certifies your ownership of the property The power and voltage you will need for your supply The IBAN code if you decide to pay your bills directly by automatic bank debit   The necessary documents for the light connection In addition to the data, some documents will need to be submitted. Specifically: The Membership Form – This is a sheet that you will receive after applying for connection. The Safeguard Regime Declaration – This is a form only required if the property is a business and not intended for private or domestic use. A copy of your valid ID.   The timing and costs of the light connection The time required to complete the electricity connection is 12 working days. In fact, the supplier to whom you will make the request will have 2 days to transmit it to the local distributor. The latter will then have to activate your meter in a time limit of 5 days. At this point, the electronic meter will be usable within further 7 days. However, the transaction is not free, and you will be required to pay: 27,59 € administrative fee 23 € fixed contribution 16 € stamp duty In addition, you may also have to pay a security deposit. For this item, each operator has full freedom of choice. So, its value varies from company to company, but it may also not be provided for. However, the tendency is to always include it, except in cases where the payment of bills is made through a bank account. In this case, releasing the IBAN is considered sufficient guarantee. If you want to stay up to date on electricity, at this link you will find the official website of ARERA.  
Ecological Transition & Energy Communities
So, what is the ecological transition? And how do Energy Communities fit into this context? The questions are many, as are the doubts, so let’s try to solve some of them.   ECOLOGICAL AND ENERGY TRANSITION: THE TWO NEW PARADIGMS This is what the word itself states: TRANSITION, a shift from a phase of stagnation to a new and different balance, from a position of disadvantage to one of favor and convenience. Well, the ecological transition is just that, the transition from a situation not very green oriented, not very concerned with consumption and waste, to one of concern and care for these aspects that impact our lifestyle and the environment in which we live, without trauma or inconvenience.   Energy Communities and Ecological Transition Nowadays, under these conditions, it is unthinkable to separate the ecological transition from the energy one, especially considering how much the energy production itself derives for its great majority from non-renewable energy sources and/or located abroad. This mechanism on one hand leads to waste economic resources for the purchase and sale of “foreign” energy and on the other hand reinforces the great opportunity to take advantage of a source that instead we have available for free and in abundance: the sun. Not by chance, due to the high solar radiation of its territory and the presence of a highly technological industrial fabric, the Italian photovoltaic industry is highly developed and could be the leader of the Italian energy transition. Also thanks to the advent of new forces of green circular economy, the energy communities interface well and are complementary to this existing situation. In fact, Italy now is passing through the optimization of the energy produced and consumed: it already started with the transition of power generation from large concentrated to small distributed and it is based on the production from photovoltaic systems. Here, the REAL TURNING POINT of the ecological transition would fully realize with the combination of energy community-photovoltaic systems and distributed storage. This is a virtuous example of circular economy where waste is reused. In this specific case, a continuous value is given to the energy produced, recycled, and shared within the community: this mechanism allows everyone to avoid waste and excess energy, which are instead redistributed.   THE STUDY OF ELEMENS FOR LEGAMBIENTE According to the study drafted for Legambiente by Elemens “The contribution of Energy Communities to Decarbonisation in Italy: current and future models, estimates of potential and benefit pills“, in a scenario of full implementation of the RED II directive, energy communities would bring a great benefit to the Italian economy because they would create: 13,4 billion € of investments in new renewable capacity 2,2 billion € of positive economic impact on Italian companies active along the supply chain of renewables arising from plant construction, O&M and management of energy communities billion € net of IRES/IRAP tax deductions for companies active in plant construction and maintenance 000 direct employees on photovoltaic plants, not counting those involved in energy communities (efficiency and electric vehicles) 47,1 tons of CO2 emissions avoided by 2030   THE 4 GUIDES FOR THE ITALIAN RESTART Talking about ecological transition, it is necessary to mention the National Plan for Recovery and Resilience (PNRR), perhaps better known by the tag Next Generation Fund: this represents the basis for the investment plan to achieve climate neutrality by 2030 and promote economic recovery post-COVID. The Italian investment plan focuses on ecological transition as an inseparable asset and an inevitable prospect: it reserves to the transition € 74.3 billion of interventions, i.e., 37.9% of the Italian PNRR, which will be divided according to four main guidelines: Green enterprise and circular economy: €6,3 billion Energy transition and sustainable local mobility: €18,5 billion Energy efficiency and requalification of buildings: €40,1 billion Protection and enhancement of the territory and water resources: 9,4 billion €.   Energy communities will increasingly become an important link between the four major guidelines that will form the basis for the restart of Italy. They will allow on one hand the requalification of buildings and the protection and enhancement of the territory and, on the other hand, will give a fundamental help for sustainable local mobility. In short, they will be fundamental pillars of the energy transition.
All you need to know about the smart meter
It is a new technology, based on two cornerstones: The smart grid, that joins the electrical network to exchange information in order to automate and optimize the electrical system. And the smart meters, that is, smart meters that allow precise measurements at a distance. But let’s go over the various aspects of this new technology in more detail. Smart meter and smart grid When it comes to smart metering, the advantages are many: Lower costs for readings and contract management operations (activation, change of operator and so on) since they can be carried out remotely Higher frequency of readings and controls that are carried out without the need of an operatorGreater user awareness that turns into greater energy efficiency and wise use of resources, since the consumer is aware of his consumption, knows how much he consumes and how much he impacts on the environment Better network management through easier localization of losses. For energy and gas, facilitated market competition Greater attitude to savings A crucial element is the smart meter, which allows precise measurement of consumption of: Electricity Gas Water The smart meters are inserted in the smart grid and use the transmission of data to remotely send the measurements made. The smart meters, in fact, detect the amount of energy in and out, optimizing data collection and communication to users.   The smart meter The smart meter is an intelligent meter that records in memory the amount of energy used weekly and daily. Once the data is stored, the smart meter transmits it via PLC waves (amount of data and information sent via power grid waves) or via radio frequencies. Distribution companies receive the data and, after checking it, forward it to sales companies who can in turn use it to establish bills and offers. In a nutshell, smart meters automatically detect consumption and transmit it to the sales companies (via the distribution companies). The latter in turn use them to monitor the market and develop offers.   Smart meter between Italy and Europe Surprisingly, Italy was the first country in Europe to install smart meters and a smart grid. As early as 2001, energy distribution companies introduced Generation I smart meters and offered them to their customers. Anticipating many European countries, in 2007 the ARERA resolution imposed the mandatory deployment, which was completed in 2011. In comparison, only Sweden has done better (keeping in mind the due differences) creating an effective network in the period 2003-2009. To give an idea of deployment in Europe: Spain completed its network between 2011 and 2018 Austria started in 2012 and plans to finish it by 2022 The United Kingdom completed its network between 2012 and 2020 France has completed its work between 2015 and 2021 Poland started in 2012 European Directive 2012/27 launched guidelines for a more efficient energy grid, spurring European-wide deployment, albeit with its own challenges.   Offers and market The spread of smart meters has made it easier to read consumption, with widespread usage data and a reworking of offers. This has led to the creation of different types of offers. In general, offers are structured: By time slot: they divide the day into several time slots (monorary, biorary, F0 and so on) offering customization based on the time spent in the home; At variable prices: focused on flexibility and designed for an informed consumer, able to predict and plan their consumption to take advantage of the best prices; Reduced rates: based on discounted rates for certain time sequences such as weekends or nights. There are further variations in Europe: from prepaid offers in the UK to the protected market for hourly rates as in Spain.   Smart Meter Benefits Next-generation smart meters represent a significant improvement over their older counterparts. In fact, they provide: Higher performance Longer device lifetime Better integration of the property into the smart grid In addition, there are a number of implications related to the operation of 2.0 meters and the associated grid: Flexible pricing: The daily collection and communication of data more and more frequently guarantee flexible pricing up to 6 price ranges. Each customer will therefore be able to customize his supply on the basis of his consumption profile; Stable and efficient grid: The smart grid is becoming more and more extensive, intricate and efficient. This means that an increasingly precise management is created that is able to manage consumption peaks and better distribute the quantities of energy; Bills in line with consumption: The continuous measurement and transmission of data, mean that the bills are based on actual consumption, rather than estimates and adjustments prone to errors; Remote intervention: The intervention of the technician will no longer be necessary, as control and repair operations can be carried out remotely. Continuous consumption monitoring and precise supply management: 2.0 meters offer day-to-day monitoring and an interface with third-party companies that allow detailed analysis of consumption. The precision of the detection and transmission allows in turn an easier management of the supply in case of move, volture or other.    
Scatta l’obbligo del CCI: nuove regole per gli impianti rinnovabili
Cos’è il CCI? Il CCI è un dispositivo di controllo e comunicazione che gestisce lo scambio dati con il gestore di rete (DSO o Terna) e l’impianto stesso, permettendo di monitorare, regolare e, se necessario, limitare la potenza immessa in rete in tempo reale, garantendo così la stabilità e la sicurezza del sistema elettrico nazionale. Il Controllore Centrale d’Impianto (CCI) è un gateway intelligente che svolge funzioni di monitoraggio (PF1) e comando (PF2) dell’impianto di produzione.   Le informazioni raccolte e gestite dal CCI soddisfano i requisiti in materia di osservabilità e regolazione stabiliti dalle normative vigenti: PF1 – Monitoraggio: acquisizione dei principali dati elettrici (potenza attiva P, potenza reattiva Q, tensione V e corrente I) sul Punto di Consegna (PdC) e sulle singole fonti di generazione, oltre allo stato degli interruttori di generatore (DG) e di interfaccia (DI) PF2 – Comando: invio di comandi di limitazione della potenza attiva (e, se richiesto, della potenza reattiva) al Punto di Consegna, su richiesta esterna del gestore di rete   I dati e i comandi gestiti dal CCI vengono condivisi dal produttore con il DSO, che si interfaccia con Terna per la gestione coordinata della rete elettrica nazionale.   Adeguamento impianti La Delibera ARERA 385/2025 stabilisce le tempistiche entro cui gli impianti siano adeguati rispetto alla nuova normativa in materia di CCI. Le tempistiche per l’adeguamento degli impianti sono di seguito elencate: Nuovi impianti ≥ 100 kW → obbligo immediato all’entrata in esercizio Esistenti ≥ 1 MW → adeguamento entro il 28 febbraio 2026 Esistenti ≥ 500 kW e <1 MW → entro il 28 febbraio 2027 Esistenti ≥ 100 kW e < 500 kW → entro il 31 marzo 2027   Cosa succede se non rispetto la normativa? Non adeguarsi comporta conseguenze e sanzioni: Sospensione o risoluzione degli incentivi GSE per gli impianti già incentivati; Impossibilità di connessione per i nuovi impianti non conformi; Sanzioni amministrative previste dall’Autorità di Regolazione (ARERA); Limitazioni operative o distacco dalla rete, con conseguente perdita di produzione e ricavi.   Contributo forfettario Il contributo forfettario è un sostegno economico a fondo perduto riconosciuto ai produttori di energia per coprire parte dei costi sostenuti per adeguare gli impianti alle nuove normative.   Solo nel caso di adeguamento degli “impianti di produzione esistenti”, è stato definito un contributo forfetario, avente valore decrescente in funzione delle tempistiche di adeguamento (in particolare, in funzione della data di invio, da parte del produttore all’impresa distributrice, della comunicazione di avvenuto adeguamento), da riconoscere ai produttori che effettuano tali interventi entro i termini di seguito indicati. Potranno avere accesso al contributo tutti gli impianti esistenti, ovvero che hanno presentato domanda di connessione antecedentemente l’entrata in vigore della delibera 385/2025 del 5 agosto.   Potenza d’impianto P ≥ 1 MW 500 kW ≤ P < 1 MW 100 kW ≤ P < 500 kW Contributo base Assente 10 000 € 7 500 € 100% del contributo base – Entro il 2026-02-28 Entro il 2026-03-31 75% del contributo base – Dal 2026-03-01 al 2026-06-30 Dal 2026-04-01 al 2026-07-31 50% del contributo base – Dal 2026-07-01 al 2026-10-31 Dal 2026-08-01 al 2026-11-30 25% del contributo base – Dal 2026-11-01 al 2027-02-28 Dal 2026-12-01 al 2027-03-31   Come possiamo supportarvi? In questo nuovo contesto normativo, Regalgrid Europe ha realizzato SNOCU CCI una soluzione integrata e chiavi in mano per l’adeguamento degli impianti secondo quanto previsto dalla Delibera ARERA 385/2025.   Lo SNOCU CCI è un Controllore Centrale di Impianto (CCI) che integra le funzionalità richieste per accedere ai servizi offerti dalla Piattaforma Regalgrid in particolare: La gestione tecnica degli impianti di generazione FER per la verifica di funzionamento e produzione; La gestione amministrativa degli impianti di generazione FER per le pratiche verso l’Agenzia delle Dogane; La gestione tecnica e amministrativa degli impianti di generazione FER all’interno di schemi CACER; La tokenizzazione dell’impianto di generazione FER per vendita di quote potenza a consumatori terzi.   Lo SNOCU CCI, differentemente da altri prodotti sul mercato, non solo risponde agli obblighi normativi della CEI 0-16 (Allegato O, T ed M) e Delibera ARERA 385/2025 ma, senza ulteriori componenti impiantistici, abilita un insieme di servizi evoluti del Gruppo Regalgrid che consentono di incrementare i benefici dati dall’investimento infrastrutturale obbligatorio. Lo SNOCU CCI è progettato sia per impianti di nuova realizzazione sia per impianti esistenti che necessitano di adeguamento normativo, permettendo a questi ultimi di accedere anche a servizi aggiuntivi precedentemente non disponibili.   In conclusione, quindi, la proposta di Regalgrid per affrontare l’adeguamento normativo sul CCI prevederà: La fornitura del Controllore Centrale d’Impianto (CCI) conforme alla Norma CEI 0-16; L’installazione e messa in servizio certificata; L’assistenza nella comunicazione di avvenuto adeguamento all’impresa distributrice; Il supporto tecnico e documentale per l’ottenimento del contributo forfetario; La fornitura riduttori di misura amperometrica, TA apribili 300/5A in classe di precisione 0,5.
Bollette luce: Guida pratica per capire e ridurre i costi
Come si compone la bolletta? In questo ultimo anno, la bolletta ha subito una piccola “rivoluzione grafica”, diventando una Bolletta 3.0. Infatti, a partire dal 1° luglio 2025, il suo contenuto è stato riorganizzato in tre sezioni principali, per aiutare i consumatori a capirne meglio la composizione e agevolarne la lettura.   A seguito della consueta intestazione e al box informativo iniziale e dei dati identificativi del POD di fornitura, inizia la nuova suddivisione. È da evidenziare che il box informativo iniziale riporta i dati di fatturazione e le modalità di pagamento, nonché il periodo oggetto di fatturazione, con informazioni di massima sui contatti del fornitore e le condizioni economiche applicate. Segue poi il box relativo ai dati di fornitura, che soprattutto in caso di cambio operatore consigliamo di verificare in quanto deve riportare i dati del punto di fornitura (attenzione soprattutto qualora la bolletta faccia riferimento ad una seconda casa o ad un immobile diverso da quello dove si è residenti). I dati di residenza, infatti, solitamente vengono riportati in intestazione, mentre nel box relativo ai dati di fornitura verrà riportato l’indirizzo del luogo oggetto della fornitura elettrica (es. dove si è domiciliati).   Scontrino dell’energia La prima nuova sezione della Bolletta 3.0, denominata Scontrino dell’energia, è, di fatto, la sintesi della tua spesa energetica “esplosa” per voci di costo. Troverai l’importo totale da pagare e i kWh consumati, entrambi distinti per quota consumi, quota fissa e quota potenza. Prima dell’aggiornamento, in questa sezione, a seconda del fornitore scelto, era riportato spesso un grafico che permetteva di confrontare i propri consumi con quelli dei mesi precedenti, per avere un’idea dell’andamento del proprio profilo di consumo.   Cos’è la quota consumi? La quota consumi, nota come quota energia, è la parte della bolletta dove sono riportate le voci variabili di costo dell’energia elettrica, ovvero quelle voci che incidono su quanta energia hai usato effettivamente, al momento della fatturazione. La quota consumi è, quindi, la voce che incide di più sul totale della bolletta e nella Bolletta 3.0 è rappresentata come un’unica voce per agevolare la lettura e comprensione della bolletta da parte dell’utente consumatori.   Infatti, le voci che in realtà compongono il costo rappresentato dalla quota consumi sono: Prezzo dell’Energia (PE): è il costo per ogni kWh di energia elettrica consumata; Oneri di Dispacciamento: è il costo aggiuntivo stabilito dall’UDD (Utente del Dispacciamento) per garantire che l’energia sia sempre disponibile e distribuita in modo stabile a tutti gli utenti collegati alla rete elettrica; Perdite di rete: è la maggiorazione prevista sul prezzo dell’energia, equivalente circa ad un 10%, per compensare le perdite di energia sulla rete durante il trasporto della stessa verso le utenze richiedenti.   Perché è importante la quota consumi? Perché è la voce che incide di più sul totale della bolletta. Per fare un paragone: più consumi, più alta sarà la quota consumi. Per questo, per migliorare il proprio profilo di consumo è utile: Monitorare i propri consumi mensili e annuali, perché possono variare a seconda della stagione e degli asset in utilizzo (per es. aria condizionata d’estate); Scegliere offerte con tariffe vantaggiose ed effettuare simulazioni gratuite con diversi operatori per trovare l’offerta migliore e più idonea per il proprio profilo (per es. se sei a casa solo la domenica, valuta un’offerta vantaggiosa in fascia F3); Adottare comportamenti di risparmio energetico (per es. se hai una tariffa vantaggiosa in fascia F1, accendi la lavatrice di giorno).   Box dell’offerta La seconda sezione della Bolletta 3.0 è il Box dell’offerta, che rappresenta la spesa che hai sostenuto per il periodo indicato in bolletta (solitamente è mensile o bimensile). Trattandosi del dettaglio delle principali voci di costo, ovvero il dettaglio dei costi previsti dall’offerta sottoscritta con il tuo attuale fornitore di energia, rappresenta il cuore della bolletta. Nel box vengono riportati il nome e la tipologia dell’offerta, la data di scadenza del contratto, la sintesi dei costi sostenuti nel periodo fatturato, i valori assunti da ciascun elemento della formula prezzo (che ritrovi nelle CTE, documento sottoscritto insieme al contratto di inizio fornitura), la tipologia di prezzo e la data di scadenza delle CTE.   Cosa sono le CTE? Le CTE, acronimo di Condizioni Tecnico Economiche, sono un documento che accompagna sempre un’offerta di energia elettrica. Come il nome stesso anticipa, le CTE contengono tutte le informazioni tecniche ed economiche che regolano la fornitura, per aiutarti a capire cosa effettivamente pagherai in bolletta, prima di decidere se passare o meno al fornitore o all’offerta a cui riferiscono.   Esistono diversi tipi di CTE, e, di conseguenza, diversi tipi di offerta: Le offerte a prezzo fisso, il cui valore non varia per tutta la durata dell’offerta; Le offerte a prezzo variabile, il cui prezzo è indicizzato, cioè dipende da indici di mercato, ad esempio il PUN (acronimo per Prezzo Unico Nazionale), che possono essere variabili; Le offerte monorarie o biorarie, il cui prezzo è uguale durante tutto l’arco della giornata oppure può variare per fasce orarie (F1, F2, F3).   Elementi informativi essenziali Infine, la terza sezione della Bolletta 3.0 è dedicata agli Elementi informativi essenziali, come le informazioni tecniche della fornitura, la lettura dei consumi, le informazioni storiche, come ad esempio il codice POD (che identifica il tuo punto di prelievo, ovvero il tuo punto di fornitura), la potenza impegnata, il tipo di contratto che hai sottoscritto e il nome del tuo fornitore.   Quali voci fanno salire davvero la spesa energetica? Le voci della bolletta che incidono maggiormente sui costi sono la tariffa dell’offerta scelta applicata ai tuoi consumi e gli oneri di commercializzazione che sono a discrezione di ogni fornitore.   All’interno della bolletta, infatti, ci sono due spese, ripartite tra quota consumi e quota fissa e quota potenza, che pesano maggiormente, ovvero quelle relative al costo della materia energia e agli oneri di sistema, che non possono essere eliminati poiché stabiliti per legge ma che possono comunque incidere in maniera significativa sul totale.
How has the Internal Electricity Market Directive been implemented?
Implementation of the EU Energy Market Directive In this period issues such as ecological and energy transition, energy management, energy communities are much discussed: certainly they are extremely interesting issues that need a concrete implementation. But how to implement them? Many concrete answers come from the very recent decree implementing the EU Directive on the electricity market. The decree was approved in final examination by the Council of Ministers no. 45 of November 4, 2021 (Press release of the Council of Ministers no. 45 | www.governo.it); it is currently awaiting publication in the Official Gazette. It contains the guidelines dictated by the EU Directive, adapted to the situation of the Italian energy market. On these guidelines will be based the implementing decrees that will be issued by the competent bodies: the implementing decrees are in fact the practical rules to be implemented and followed in the electricity market.   Which are the guidelines in the decree? Let us now go into the specifics of the regulations dictated by the decree, trying to understand the important clarifications and innovations introduced. From reading the text, some salient points stand out, such as the attribution of roles and rights and the introduction of definitions of fundamental elements in the energy market; among these: The definition of energy communities and the novelties referred to them. The definition of active customer and the related rights and charges. Generally speaking, specific protection is defined for the end customer who decides to become an active customer (and therefore an energy producer): this therefore proves to be an advantageous move. The definition of aggregation and related customer rights. The definition of energy storage and the conditions under which it can be applied. The introduction of the conditions necessary for an energy price adjustment. The clarification of the responsibility of distribution system operators for the integration needs of distributed generation. The introduction of conditions for the possession of charging points for electric mobility.   What changes for energy communities? We have seen that the decree discussed so far dictates guidelines for certain changes to the entire electricity market. Going then into the specifics of renewable energy communities, in the decree there are some important turning points; let’s see which ones: The extension of the plant power granted in energy communities up to 1MW; The change in geographic limits: one moves from the limit of the transformation cabin from medium to low voltage to the transformation cabin from high to medium voltage in order to become members of the same community: the community, therefore, can take on considerably larger dimensions; The addition of a greater number of types of subjects who are authorized to take part in renewable energy communities; The addition of additional services (beyond collective self-consumption) that a community can provide. In addition to these specific changes, it is extremely important that the decree provides a definition of energy communities. This demonstrates that interest in these energy schemes is growing more and more, and not only that: with the transposition of the European directive, it also demonstrates the concrete commitment of the state in encouraging the practical implementation of them. Energy communities, in fact, represent the ideal solution for the problems that occur in the management of the energy network. With their introduction it is possible to move from a concentrated energy model with large distributors to a distributed energy model with small local distributors. In this way, the exchange of energy is favored in order to obtain a “leaner” and more robust energy system with a more simplified organizational model than the previous one. From this point of view, therefore, the energy communities can be seen as a solution to the problems that have occurred so far in the management of the energy network.  
Blockchain ed energia rinnovabile: una certificazione trasparente e sicura
Tracciare e certificare l’energia rinnovabile: il ruolo della blockchain La blockchain consente di registrare tutte le informazioni legate all’energia in modo sicuro e distribuito, rendendo impossibili modifiche o manipolazioni. Questo si traduce in una maggiore trasparenza per chi utilizza energia rinnovabile: puoi conoscere con precisione da dove proviene, ogni passaggio viene certificato automaticamente e l’intero processo risulta più snello, con meno costi e meno burocrazia. In questo modo cresce anche la fiducia nei sistemi di condivisione dell’energia, come le comunità energetiche, che possono garantire ai loro membri dati chiari, verificabili e immediatamente consultabili. In sostanza, ogni kWh viene certificato come realmente rinnovabile, con la garanzia che nessuno possa alterare i dati.   La Piattaforma Regalgrid®: tecnologia che abilita la digitalizzazione dell’energia A supporto di questo ecosistema digitale c’è Regalgrid®, la tecnologia brevettata che costituisce la base dell’omonima Piattaforma di servizi energetici digitali. La piattaforma permette a privati, aziende, attività commerciali ed enti pubblici di gestire la propria energia in modo intelligente, tracciabile e condivisibile all’interno di aggregati di utenti. Tra i moduli che compongono la piattaforma, il Modulo ESG svolge un ruolo centrale nel processo di digitalizzazione dell’energia rinnovabile. Questo modulo consente la gestione dei crediti energetici e il calcolo delle quote potenza di impianti fotovoltaici digitalizzati, rendendo possibile una valorizzazione strutturata e certificata dell’energia prodotta.   L’esperienza di Cogenera Italia: energia certificata e digitalizzata Un esempio concreto di questo approccio è Cogenera Italia, che ha scelto di usare tecnologie avanzate, per offrire ai propri clienti energia davvero 100% rinnovabile e certificata. Cogenera, infatti, grazie alla Tecnologia Regalgrid®: monitora e certifica in modo trasparente quanta energia viene prodotta dagli impianti fotovoltaici traccia i flussi energetici e i benefici condivisi tra gli utenti garantisce che l’energia utilizzata provenga davvero da fonti rinnovabili sostiene comunità energetiche sulla base di dati chiari e verificabili In pratica, unisce digitalizzazione e certificazione per creare un sistema energetico più equo, efficiente e sostenibile, in cui ogni persona può sapere con certezza da dove arriva l’energia che utilizza.
Solar-panel grants and government incentives in the UK
The current situation for solar panel incentives is very different from the last two decades. The Feed-in Tariff scheme basically pushed companies to purchase energy generated by domestic solar panels of private citizens. Now, the FIT scheme has ended and government support for PV systems has changed. The new Government initiative, the Smart Export Guarantee, has established a new incentive system for owners to offset their investment but it is not as attractive as the old FITs. Under this new programme, the payback period for PV panels has increased. Government grants for PV solar Nowadays, there are no Government grants for solar panels in the UK. The Government concluded the Green Deal in 2015 after two failed attempts to provide interest-free loans, and then grants, to encourage citizens to purchase solar panels or to adopt a range of other energy-efficiency measures. The Government initiative currently in force, the Green Deal Home Improvement Fund (GDHIF), does not provide a solar-panel fund, but is instead focused only on multiple types of energy-saving home improvements. Free solar panels for pensioners Back in the days of the Green Deal, pensioners could easily get a solar PV grant from the government. This certainly wasn’t a gift, but the loans were interest-free, and pensioners, spending more time at home, could absorb the expense more quickly than other citizens who spend their day out at work. Feed-in Tariff: government incentive no longer available Starting in 2010, the UK Government promoted domestic solar PV installation with a very attractive incentive: the Feed-in Tariff scheme, but on 31 March 2019, the scheme stopped accepting new applications. An exception was made for those who had a Microgeneration Certification Scheme (MCS) certificate before the deadline: they could submit an application to their energy supplier until 31 March 2020. Actually, the FITs were available not only for photovoltaic energy but for all types of renewable energy. The scheme was open to anyone who had installed domestic renewable and low-carbon electricity-generating technologies with a maximum total installed capacity of 5 MW, including: Solar PV (roof-mounted or free-standing) Wind (building-mounted or free-standing) Hydroelectricity Anaerobic digesters Micro CHP (Combined Heat and Power) – with a capacity up to 2 kW Successful applicants benefited from incentives for generation and export and savings on bills. The generation tariff was a fixed price for each kWh of generated electricity, guaranteed for the period of the FITs, up to 20 years. The export tariff, a second income stream, was a rate granted to prosumers for each kWh fed into the public distribution grid. The third benefit came directly from savings on energy bills due to self-generation and consumption of energy, thus reducing energy withdrawn from the grid. FIT payments were made based on the meter reading users submitted to their energy retailer, which made payments from the date the consumers were admitted to the scheme until expiry of their contract, usually 20 years later. Prosumers who signed up before the deadline received FIT payments upon termination of the period of validity of the contract, even if the FIT scheme ended. Smart Export Guarantee: government support for the export of renewable energy From 1 January 2020, the Department for Business, Energy and Industrial Strategy (BEIS) introduced the Smart Export Guarantee (SEG), to fill the void left by FITs. In fact, the technology included by this incentive is the same as under the FIT scheme. But the two initiatives are very different. The new scheme is focused only on remuneration for renewable energy exported to the National Grid. The new mechanism ensures small-scale generators, such as citizens with a PV system, are paid at least a minimum fee for energy fed into the Grid. With FITs, tariffs were fixed as they were decided and paid by the Government; now, under the SEG, any energy company with at least 150,000 customers must offer a tariff, but each is free to set the rate. Smaller suppliers can offer a fee on a voluntary basis. The only limitation imposed by the Government is that offers must always be greater than £0. The economic savings associated with solar PV remain, of course. Customers with PV panels will still have the opportunity to lower their electricity bill by self-consuming the energy generated on-site. However, without the generation tariff there is no real opportunity to quickly offset the initial investment. For instance, according to the Energy Saving Trust, if you live in London, your overall saving drops from £375 – £515 to £300 – £390 depending on when you spend time at home. So the payback you can get from SEG increases. There is some good news. Currently, some suppliers are offering 5 to 5.6 p/kWh, exceeding the FITs export tariff (5.24 p/kWh). The other good news is that SEG payments must be calculated using Export Meter Readings. This method allows people to precisely measure the amount of energy they feed into the grid and be paid exactly for that amount. The best way to measure export energy is by installing a smart meter, capable of reading data instantly. This new scenario is similar to that in Italy: the Public Energy Service Provider (GSE) pays the owner of PV panels a tariff for the energy fed into the grid, but this incentive varies on the location of the installation and the time of day when energy is exported. In the Italian context, government incentives for extra energy are no longer attractive, because from this year Energy Communities are allowed. This new opportunity, very similar to British Community Energy, or at least to some of these initiatives, allows members to maximise self-consumption, also thanks to energy storage systems, but especially by sharing energy with other members of their community, at a fair price defined on a peer-to-peer basis and guaranteed by a private contract. In conclusion, as the new scenario for solar PV grants and incentives is no longer as attractive as it was, the solution to gain greater profits from this sustainable choice is by joining the Regalgrid platform and installing a SNOCU unit, allowing you to join an Energy Community project and share energy with others in compliance with the EU directive. Adopting this new approach to renewable energy gives new meaning to the abbreviation “PV”: which now not only stands for “photovoltaic”, but also for “point of view”, with a more informed and self-aware perspective being adopted relative to energy consumption, and one which is open to sharing not just renewables.
Fotovoltaico industriale e residenziale: meglio scegliere il 40% PNRR o la detrazione fiscale? I numeri a confronto.
Possiamo distinguere due macrocategorie: Se sei un privato, contribuente soggetto a IRPEF, puoi scegliere tra il fondo perduto del 40% in 90 giorni o la detrazione fiscale del 50% in 10 anni;   Se sei un’azienda o un agricoltore, il PNRR 40% è un’opportunità da non perdere, soprattutto per impianti di taglia medio-grande.   CASO 1   Casistica: impianto fotovoltaico industriale da 200 kWp, con 2 inverter da 100 kW, realizzato con PNRR 40%.   Con questa taglia di impianto fotovoltaico, il massimale previsto dalla normativa per il calcolo del contributo a fondo perduto del 40% è pari a 1.200 €/kW. Tale importo si applica sulla potenza inferiore tra la potenza dell’inverter e la potenza nominale dell’impianto.   In questo caso il totale dell’investimento, considerato il massimale previsto, equivale a 240.000 € (1.200 € * 200 kW).   Da questa cifra si recupererà il 40%, ovvero 96.000 €, e con il nuovo decreto in arrivo sarà possibile richiedere un anticipo fino al 30% del contributo totale, equivalente a 28.800 €.   Quindi, il cliente potrà beneficiare dei seguenti ritorni economici positivi: Risparmio in bolletta, grazie al consumo dell’energia prodotta dall’impianto (cosiddetto autoconsumo fisico individuale); Vendita dell’energia prodotta in eccesso dall’impianto al gestore della rete, tramite la sottoscrizione di un contratto di RID (Ritiro Dedicato) oppure ad una società di energia (es. Cogenera); Incentivo per la partecipazione alla Comunità Energetica; Contributo a fondo perduto previsto dal PNRR, pari al 40% delle spese ammissibili, generalmente erogato dopo l’approvazione della richiesta; tuttavia, con il nuovo decreto in fase di adozione, è prevista la possibilità di ottenere un anticipo fino al 30%, mentre in assenza di tale anticipo, le spese devono essere inizialmente sostenute interamente dal soggetto beneficiario.   CASO 2   Casistica: impianto fotovoltaico residenziale da 6,30 kWp, con 1 inverter da 6 kW e 1 batteria di accumulo da 10 kWh, realizzato con PNRR 40%.   Con questa taglia di impianto fotovoltaico, invece, il massimale previsto è di 1.500 €/kW. Come per il CASO 1, anche tale importo si applica sulla potenza inferiore tra la potenza dell’inverter e la potenza nominale dell’impianto.   In questo caso il totale dell’investimento, considerato il massimale previsto, equivale a 9.000 € (1.500 € * 6 kW).   Da questa cifra si recupererà il 40%, ovvero 3.600 €, e con il nuovo decreto in arrivo sarà possibile richiedere un anticipo fino al 30% del contributo totale, equivalente a 1.080 €.   Il cliente, usufruendo del 40% a fondo perduto, non potrà cumulare questo incentivo con la detrazione fiscale al 50%, di conseguenza, potrà contare sugli stessi ritorni economici del CASO 1.   CASO 3   Casistica: impianto fotovoltaico residenziale da 6,30 kWp, con 1 inverter da 6 kW e 1 batteria di accumulo da 10 kWh, realizzato con detrazione fiscale 50%.   In alternativa, qualora non desiderasse procedere con il PNRR 40%, il cliente residenziale di cui al CASO 2 potrà usufruire dell’altro sistema attualmente disponibile in Italia per questa tipologia di intervento: la detrazione fiscale del 50%.   Effettuando i pagamenti tramite bonifico parlante, il cliente potrà portare in detrazione il 50% del costo dell’intervento, suddividendolo in 10 rate annuali di pari importo nella propria dichiarazione dei redditi.   Non trovandosi più in un contesto con massimali prefissati, e ipotizzando quindi che un impianto da 6 kWp con batteria di accumulo da 10 kWh venga venduto ad un prezzo pari a 14.000 €, qualora il cliente richieda di usufruire della detrazione 50% riceverà in dichiarazione dei redditi 700 € ogni anno per 10 anni, arrivando a recuperare 7.000 € al termine dei 10 anni previsti in detrazione.   A differenza del PNRR 40%, il cliente residenziale che usufruisce della detrazione fiscale del 50% mantiene alcuni ritorni economici positivi comuni a chiunque installi un impianto fotovoltaico, e ne aggiunge di nuovi: Risparmio in bolletta, grazie al consumo dell’energia prodotta dall’impianto (cosiddetto autoconsumo fisico individuale); Vendita dell’energia prodotta in eccesso dall’impianto al gestore della rete, tramite la sottoscrizione di un contratto di RID (Ritiro Dedicato) oppure ad una società di energia (es. Cogenera); Incentivo per la partecipazione alla Comunità Energetica; Detrazione fiscale del 50%, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo, previa effettuazione dei pagamenti tramite bonifico parlante.   Che cos’è la detrazione fiscale?   La detrazione fiscale è lo strumento che consente al contribuente di ridurre direttamente l’imposta lorda da versare, sottraendo una parte delle spese sostenute per specifici interventi o acquisti.   Qual è la differenza tra la detrazione e la deduzione fiscale?   Si tratta di uno strumento simile alla deduzione fiscale, con la differenza che la detrazione incide sull’imposta da pagare, mentre la deduzione agisce sul reddito imponibile, riducendolo prima del calcolo dell’imposta stessa.   Chi può usufruire di una detrazione fiscale?   Per usufruire della detrazione è necessario: Essere un contribuente soggetto a IRPEF; Effettuare i pagamenti con strumenti tracciabili (es. bonifico parlante); Indicare correttamente la spesa nella dichiarazione dei redditi.   Chi è titolare di Partita IVA in regime forfettario non può usufruire delle detrazioni fiscali, poiché non è soggetto a IRPEF, ma a un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali.   In sintesi, le spese detraibili non trovano applicazione nel regime forfettario, proprio perché questo regime prevede una tassazione semplificata e forfettaria sul reddito, senza possibilità di portare in detrazione o deduzione le spese sostenute.   Che documenti dell’impianto fotovoltaico devo presentare per richiedere la detrazione fiscale al 50%?   Bonifico/i parlante/i, a seconda che i pagamenti siano stati fatti in un’unica soluzione o più; Pratica ENEA, da redigere entro 90 gg dalla fine lavori. Alla fine della pratica verrà rilasciato un “attestato” ENEA e una mail di conferma, da preservare entrambi per presentarli alla prima dichiarazione dei redditi utile.
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